Anna Rizzo Maggi,
Responsabile del segretariato

"Prendersi cura della vita di un bambino significa curare tutta la sua vita."

Anna Rizzo Maggi, nuova responsabile del segretariato, si presenta

 

Convinta di questa affermazione e con un forte senso di giustizia sociale, sono impegnata da 14 anni come volontaria di Terre des hommes, membro di comitato prima (dal 2003 al 2008), volontaria poi. Aiutare l’infanzia è un tema che mi sta particolarmente a cuore, perché è un tassello fondamentale per un futuro migliore. Le ingiustizie sociali, a cui giornalmente assistiamo, mi fanno dapprima arrabbiare, poi rattristare, infine lasciano spazio alla volontà di agire, per fornire il mio modesto contributo.

In relazione a Tdh, si racconta così Anna Rizzo Maggi, nata il 29 maggio 1971 a Frauenfeld (TG). Dopo la licenza (master) in scienze economiche e sociali all’Università di Friborgo, ha iniziato la sua attività professionale presso la Clinica di riabilitazione di Novaggio prima, in una clinica ostetrica in Irlanda poi. Nel 2003 dopo il rientro in Ticino, ha cominciato la sua collaborazione professionale e volontaria con varie ONG sul territorio: Amnesty International (salvaguardia dei diritti umani), Alliance Sud (politica di sviluppo), Terre des hommes, tutti ambiti di lavoro incentrati sul miglioramento delle condizioni di vita delle persone meno fortunate.

 

Come sei entrata in contatto con Terre des hommes?

Ad una bancarella di giocattoli, Camilla Solari, storica volontaria, mi ha chiesto se fossi interessata ad entrare nel gruppo come volontaria. Poco dopo, eccomi partecipare alla prima riunione di comitato, dove è cominciata la mia avventura.

 

Di che cosa ti sei occupata finora?

In tutti questi anni ho partecipato ad attività organizzative, a traduzione di testi, a mansioni operative, legate spesso alle bancarelle e alle azioni di strada. La buona programmazione delle varie attività è importante ed un ambiente costruttivo tra i volontari è fondamentale.

 

Collaborare con Tdh è stato gratificante?

Senz’altro, se si pensa soprattutto che dietro ogni nostro gesto (con o senza riscontro finanziario) c’è un bambino, le cui condizioni di vita vanno migliorate. Come madre di tre figlie, questa attività è per me ancor più motivante.